Quale formula è meglio scegliere tra ASD/SSD e la Partita Iva se hai un’associazione o sei un insegnante di yoga? Ne parliamo qui sotto insieme a Nicola Busetto, insegnante di yoga e creatore di YogaManager, il gestionale italiano dedicato al mondo dello yoga. La risposta come sempre va ricercata nelle proprie esigenze e nelle caratteristiche della propria attività.
Nel contesto italiano, l’ambiente sportivo riveste un ruolo di notevole importanza, non solo dal punto di vista della salute e del benessere, ma anche in termini di economia e occupazione. Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) svolgono un ruolo cruciale nella promozione dell’attività fisica e sportiva a livello amatoriale e giovanile.
D’altra parte, molte società (di persone o di capitali) e professionisti nel settore dello sport, come allenatori, personal trainer e consulenti, operano attraverso la struttura della Partita IVA.
Esaminare la convenienza tra queste due forme giuridiche è essenziale per comprendere quale sia la scelta migliore per coloro che desiderano operare nel settore.
Associazioni/Società Sportive Dilettantistiche?
Le ASD e le SSD sono entità giuridiche senza scopo di lucro, il cui principale obiettivo è promuovere lo sport dilettantistico e l’educazione fisica. Esse possono essere costituite da un gruppo di persone con un interesse comune per uno o più sport, e possono beneficiare di agevolazioni fiscali e contributi pubblici in virtù del loro status di entità non lucrative.

- Agevolazioni fiscali: le ASD e SSD possono godere di esenzioni fiscali su redditi e contributi, rendendole più convenienti dal punto di vista fiscale rispetto ad altre forme giuridiche.
- Accesso a finanziamenti pubblici: possono accedere a finanziamenti pubblici, contributi e sussidi a sostegno delle attività sportive, il che può aiutare a sostenere economicamente l’organizzazione. Possono inoltre accedere a concessioni di spazi pubblici, come – ad esempio – palestre scolastiche e impianti sportivi comunali.
- Finalità sociali: le ASD e SSD sono spesso viste in maniera favorevole dalla comunità e dalle istituzioni in quanto svolgono un ruolo importante nella promozione della salute, dell’integrazione sociale e della coesione comunitaria.
Tuttavia, le ASD e SSD soggiacciono ad alcuni obblighi/limitazioni:
- Affiliazione a EPS: per godere della qualifica di ASD/SSD è necessario essere affiliati ad un Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI. Questa qualifica impone l’obbligo di depositare lo statuto, tenere aggiornato l’elenco dei membri del Consiglio Direttivo e rendicontare le attività sportive e didattiche svolte nel RASD, il Registro nazionale delle Associazioni Sportive Dilettantistiche.
- Vincoli organizzativi: esistono regolamenti specifici da rispettare, come l’obbligo di reinvestire eventuali profitti nell’attività sportiva e l’adozione di un modello di gestione democratico. Vige inoltre l’obbligo di costituire un Consiglio Direttivo e di verbalizzare l’acquisizione di nuovi soci, le principali attività svolte, nonché – attraverso le Assemblee dei Soci – l’approvazione del rendiconto economico e finanziario.
- Limitazioni economiche: le ASD e SSD non possono distribuire utili tra i propri membri, rendendo più complessa la remunerazione di coloro che lavorano all’interno dell’organizzazione.
- Regolamentazione dei collaboratori: l’entrata in vigore della Riforma dello Sport (luglio 2023) ha reso molto più complessa la gestione dei collaboratori, ora soggetti a indispensabili e specifici contratti di lavoro, nonché – in base alle fasce di compenso – al versamento di contributi INPS e imposta sul reddito.
La Partita IVA nel settore sportivo
Molti professionisti dello sport, come personal trainer, coach e consulenti, operano attraverso la struttura della Partita IVA. Con l’avvento della Riforma dello Sport, che ha reso più complessa la gestione di ASD/SSD, molte realtà dapprima operanti in queste forme, hanno trasformato la propria attività in società, passando quindi alla Partita IVA. Ciò offre loro maggiore flessibilità e autonomia nella gestione delle proprie attività.

- Libertà organizzativa: società e professionisti possono gestire autonomamente il proprio lavoro, decidendo orari, tariffe e tipologie di servizi offerti.
- Possibilità di guadagno maggiore: attraverso la struttura della Partita IVA, i professionisti possono trattenere integralmente i propri guadagni, senza vincoli sul reinvestimento o sulla distribuzione degli utili.
- Diversificazione delle attività: con la Partita IVA, è possibile offrire una vasta gamma di servizi sportivi e non essere limitati a una sola disciplina o attività.
- Incidenza fiscale: società e professionisti autonomi sono soggetti a una maggiore pressione fiscale rispetto alle ASD e SSD, in quanto devono pagare totalmente le imposte sul reddito e versare contributi previdenziali, senza agevolazioni.
- Mancanza di sostegno pubblico: a differenza delle ASD e SSD, società e professionisti autonomi non beneficiano di agevolazioni fiscali o finanziamenti pubblici per sostenere le proprie attività, salvo particolari bandi pubblici o agevolazioni temporanee.
In conclusione, la scelta tra ASD/SSD e Partita IVA dipende dalle esigenze e dagli obiettivi individuali. È quindi importante valutare attentamente i pro e i contro di entrambe le opzioni prima di prendere la decisione di iniziare la propria avventura in questo settore.
Chi è Nicola Busetto?

Veneziano di nascita, all’età di 3 anni inizia a percorrere i sentieri delle montagne venete a manina del papà, finché adolescente si appassiona all’arrampicata.
Nel corso degli anni sale le grandi vie classiche delle Dolomiti nei weekend mentre in settimana compensa la noia del lavoro in banca con la pratica dello yoga.
Lascia il posto sicuro per avventurarsi nel mondo dell’informatica e trasforma la sua naturale predisposizione per l’organizzazione in una professione: progettare e realizzare software gestionali.
Oggi continua a consumare gli scarponi tra le crode e a praticare ed insegnare yoga
E’ la mente che ha inventato e le dita che hanno realizzato yogamanager.it, il primo gestionale italiano dedicato al mondo dello yoga.

YogaManager è uno strumento software professionale concepito esclusivamente per il mondo dello Yoga e del Pilates. Nasce dalla fusione della pluriennale esperienza maturata nel campo della realizzazione software gestionali e in quello della gestione dei centri in cui si praticano queste discipline.
YogaManager gestisce la totalità delle problematiche che il gestore di un centro si trova quotidianamente ad affrontare. Forte di un’interfaccia intuitiva, si suddivide in 4 ambiti operativi: gestionale online, app per gli allievi, app per gli insegnanti e portale web.