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Il museo come spazio vivo

a cura di Lidia Martorana

Nel cuore di Palazzo Ferretti il corpo contemporaneo ha incontrato la memoria.
Non come evento accessorio, ma come gesto culturale consapevole.

Il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ha aperto le proprie sale alla pratica dello yoga, trasformando uno spazio storico in un luogo di ascolto e presenza. Un’apertura tutt’altro che scontata, resa possibile dalla visione e dalla sensibilità del direttore Diego Voltolini, che ha accolto con lungimiranza un progetto capace di mettere in dialogo tutela, contemporaneità e benessere.

Credo profondamente che il patrimonio non sia solo materia da conservare, ma esperienza da attivare.

Abitare il museo attraverso il respiro significa riconoscerlo come organismo vivo, capace di generare senso nel presente senza perdere la propria autorevolezza storica.

Accanto al Museo, la Fondazione Marche Cultura, che valorizza e promuove le eccellenze del territorio marchigiano, e Re Yoga, realtà ormai riconosciuta a livello regionale e nazionale per l’alto profilo della sua proposta formativa e organizzativa, fondamentale per la realizzazione dell’iniziativa.

A sostenere il progetto anche Karussell Arte Contemporanea, associazione di cui sono vicepresidente insieme alla presidente Matilde Galletti, con cui condivido una visione trasversale della cultura: un ecosistema in cui arte, storia e benessere dialogano in modo organico.

Questa esperienza è stata il felice incontro tra istituzioni, competenze e sensibilità diverse.
Un esempio concreto di come il patrimonio marchigiano possa essere valorizzato attraverso pratiche contemporanee capaci di generare consapevolezza, comunità e nuova appartenenza.

Quando il museo respira con chi lo attraversa,
la cultura diventa esperienza viva.

Guarda le foto e i video dell’evento

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